Un resto di supernova (in inglese Supernova remnant) è il materiale rilasciato da una gigantesca esplosione. Sostanzialmente accade quando quando una stella molto massiccia termina il suo combustibile nucleare, e collassa su se stessa sotto l'azione della propria forza di gravità, oppure quando una nana bianca accumula abbastanza materiale da una stella compagna da raggiungere la massa critica portandola al collasso. In entrambi i casi, l'esplosione risultante espelle con molta forza la maggior parte della materia che componeva la stella. Nel caso dell'esplosione di una stella massiccia, il nucleo della stella può collassare così rapidamente da formare un oggetto estremamente compatto, generalmente una stella di neutroni o un buco nero. In tutte le esplosioni, gli strati esterni della stella sono espulsi ad una velocità di migliaia di chilometri al secondo, dando luogo a una nube di gas e polveri in continua espansione. Un resto di supernova quindi può essere diffuso, oggetto effimero che in poche migliaia di anni si dissolve nel mezzo interstellare o compatto che, invece, sono immortali o quasi. I resti di supernova osservabili sono numerosi, perché le esplodono al ritmo di una ogni qualche decina d'anni nella nostra galassia.

M1 Crab Nebula (NGC1952)
La Nebulosa Granchio (M1 o NGC 1952) è un resto di supernova visibile nella costellazione del Toro. Scoperta nel 1731 da John Bevis, la nebulosa è il primo oggetto del catalogo di oggetti astronomici pubblicato da Charles Messier nel 1774.La nebulosa, vasta circa sei anni luce, è formata dai gas in espansione espulsi durante l'esplosione della Supernova 1054 che produsse un bagliore tale che fu osservato, ad occhio nudo, per la prima volta il 4 luglio 1054 e venne registrata dagli astronomi cinesi e arabi dell'epoca. La Nebulosa Granchio si trova a circa 6500 al dal sistema solare, al suo centro si trova la pulsar del Granchio (nota anche come PSR B0531+21), una stella di neutroni con un diametro di circa 28-30 chilometri, scoperta nel 1968.
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